Monday, 3 February 2014

Lettera aperta a Matteo Renzi


Caro Matteo,

La mia lettera aperta e' un modo di esprimere una possibile interpretazione dello scenario politico, economico e sociale del nostro amato Paese. E' forse anche un rilascio di informazioni competitive per chi come me, sostenitore del movimento 5 stelle, dovrebbe invece lasciare chiunque altro a macerare nelle convinzioni e nei modi operativi che sanciranno la vostra marginalizzazione, forse non alle prossime elezioni e forse non per una decade...ma forse anche si.

Sai, la mentalita' del pentastellato (parlamentare o cittadino non fa differenza) non ha diritti d'autore, invitiamo tutti a copiare. Chi riesce a fare meglio, ha diritto a portare avanti il modo nuovo di concepire una comunita' che scaturisce non dalle nostre posizioni, ma dal nostro approccio (ancora limitato) di coinvolgimento dei sentimenti di chi in questo Paese si sbatte ogni giorno per essere degno ed orgoglioso di farne parte. Un modo nuovo di concepire una comunita', esattamente quello che manca completamente alle tue idee, alle tue politiche ed alle tue proposte. Almeno a me non traspare granche' a parte l'idea piu' volte espressa (ed abbastanza vecchia) di essere il Tony Blair d'Italia. Io ti faccio notare che Tony Blair e' stato eletto nel 97, quasi vent'anni fa, (era ancora viva la principessa Diana) quando la competizione globale era agli albori, internet era appena giunto sulle scrivanie di pochi appassionati di informatica e negli studi dei professori universitari. Oggi e' un'altra storia e l'unica cosa di Blair che puoi realizzare e' il suo stile di leadership, anche quello ormai stantio ma sicuramente con qualche attrattiva per quella parte d'Italia che e' come ben noto legata all'idea del leader forte, il salvatore della patria. Diciamo che si tratta di un bacino elettorale a lunga conservazione che esiste da diversi decenni e la cui data di scadenza si avvicina sia per caratteristiche demografiche che per collocazione sociale.

Vedi, a me elettore pentastellato, per niente espressione di un voto di protesta, diventa tutto chiaro quando vedo che in realta' tu vuoi giocare una partita che abbiamo gia' perso. Visto che ti piacciono le analogie calcistiche, te ne faccio una: la competizione globale non e' come il campionato di serie A che ogni anno riparte con tutte le squadre a zero punti. La competizione globale e' un campionato finito in cui chi ha preso le prime 3 o 4 posizioni della classifica gode continuamente di Scudetto, accesso alla Champions ed Europa league. Ovviamente questo e' parte di una competizione ben piu' ampia che (recente statistica di Oxfam) lascia ad 85 persone (si, ho detto 85) la stessa ricchezza delle 3.5 miliardi di persone (meta' pianeta) piu' povere della terra. A te questo gioco alla competizione piace e la collaborazione va bene solo con quelli come Berlusconi se ci consente come paese di combattere in questa finta gara dove i vincitori sono sempre gli stessi e lo sono in virtu' dei miliardi di persone che trasportano il vostro peso pensando veramente di avere un'opportunita'.

Matteo tu credi nella finanza a cui hai affidato anche i soldi del comune di Firenze, tu vuoi giocartela in questo sistema. Un sistema che ci ha impoveriti e nel quale vuoi farci tornare ad essere arricchiti (o impoverenti) tornando in maniera soft a derubare tirannicamente altri paesi delle loro ricchezze...non che abbiamo mai smesso. Certo, come i tuoi predecessori, tu non andrai a prendere il petrolio dagli stati africani o arabi se non sotto l'egida delle nazioni unite e dietro la guida di paesi piu' forti. Ma ti gongoli nell'idea che se rilanciamo il consumo l'economia crescera' e' potremo competere per tornare nel club dei forti. Matteo, apri bene le orecchie, cio' che consumiamo non sono prodotti ma vite umane infinitamente degne come la tua e la mia. Quelle dei minatori sottopagati che estraggono i materiali per i nostri smart-phone, quella dei bambini uccisi dai raid aerei per prendersi energia sotto forma di petrolio. Quella dei taiwanesi o dei polacchi che saranno sempre disposti a farsi pagare meno del piu' povero degli operai italiani. Ed un po' alla volta, state raggiungendo noi, gli italiani. Perche' tu credi nell'importanza di attrarre investimenti esteri fatti con soldi presi a prestito dai mercati finanziari per comprare le nostre aziende se non i nostri gioelli naturali ed artistici. Perche' non capisci che essere aperti al mondo e' una cosa diversa che essere aperti alla finanza globale che non e' chiaramente un incentivo per l'unita' dei popoli. Questo e' stato il trucco: confonderci le idee tra un mondo globale di uomini e donne che vivono in pace in una comunita' interconnessa con quella dell'unita' globale e senza confini del danaro e del profitto (che per motivi dinamici confluisce sempre nelle mani di pochi). Tu questo non l'hai capito o piu' probabilmente non ci vedi niente di male.

Vedi Matteo, nei suoi enormi limiti la tua ascesa al potere del PD ha degli aspetti positivi come ad esempio la messa in secondo piano di una classe dirigente ormai stantia e non in grado di interpretare un paese nel 21 secolo. Tu invece puoi interpretarlo, in maniera sbagliata a mio avviso ma con una mentalita' piu' moderna. Non vorrei pero' che pensassi di aver fatto tutto da solo perche' sto per rivelarti chi ha consentito che tu diventassi segretario del PD. Tieniti forte che sto per rivelartelo: e' il movimento 5 stelle.

Se non fosse chiaro ti spiego: senza movimento 5 stelle, Bersani avrebbe vinto le elezioni e tu saresti stato dimenticato come il rottamatore fallito. Gia', perche' i rottamatori dei tuoi gerarchi, siamo noi elettori pentastellati che hanno reso impossibile al tuo partito fare delle primarie in cui si presentassero Fassina o qualcuno del vecchio gruppo dirigente. Magari avresti vinto lo stesso ma non col plebiscito che ti hanno consentito Cuperlo ed il da te marginalizzato Civati che era l'unico che si potesse guardare. Non con quel plebiscito che ora ti consente di fare il capetto all'italiana con tanto di cheerleaders e pon pon girls, imitazione soft del nostro caro ex-premier Berlusconi. E' quel plebiscito reso possibile dagli elettori pentastellati che hanno aperto gli occhi agli italiani e senza dei quali la necessita' di ricambio generazionale nel PD sarebbe stata posposta finquando tu saresti diventato sufficientemente vecchio da essere accettabile.

Il movimento 5 stelle, con i limiti inevitabili di un gruppo di cittadini che si sono sentiti costretti ad entrare nelle istituzioni, promuove una visione diversa. Capisce come entita' collettiva (non sono idee di Grillo e Casaleggio da soli) che per non giocarci il nostro futuro dobbiamo ripensare l'energia comprendendo che un barile risparmiato vale tanto quanto uno usato. Che il prossimo boom dell'edilizia deve andare ove possibile in direzione della conversione energetica a basso consumo e non nella costruzione di palazzine. Che tra solare, eolico e tidale (o mareomotrice), l'Italia puo' raggiungere una copertura significativa del proprio fabbisogno energetico (in UK dove consumano molto piu' di noi, hanno raggiunto il 10% in una decade e raggiungeranno il 20% entro il 2020...non che io voglia che l'Italia diventi come UK). Che attraverso il riciclaggio dei materiali e la raccolta differenziata totale, possiamo risolvere il problema dei rifiuti. Che possiamo immaginare una vita dove ci sia piu' tempo da dedicare alle persone che amiamo, alle comunita' di cui facciamo parte, alla coltivazione dei nostri talenti naturali e zero tempo per preoccuparci di pagare l'affitto e le bollette. Zero tempo per dover scegliere studi e carriera che ci consentano di trovare un lavoro redditizio o prestigioso secondo aspettative a noi esterne ed anche se non dovesse allinearsi con le nostre vere pulsioni, ambizioni e talenti (invece di orientarci alla vera realizzazione del nostro enorme potenziale umano). Zero tempo per dover capire quale sia il modo migliore di investire questo numero fittizio che si chiama danaro e che fu introdotto per liberarci dal baratto, non per distruggere vite umane ed intere nazioni.

Vedi Matteo, la competizione e' un meccanismo irrinunciabile per migliorarsi ma che non ha bisogno di diventare uno strumento per schiacciare gli altri. Nell'evoluzione, la collaborazione e' un meccanismo altrettanto importante purche' non la si confonda con l'inciucio. E visto che il mondo e' globale, non basta guardare al benessere del tuo gruppetto o dell'Italia ma a quello di un pianeta il quale se non lo facciamo noi, sara' lui a mandare a quel paese (per non usare il termine piu' appropriato) quelli come te che senza scrupoli sono pronti a portarsi indietro tutto il resto. Mentre il mondo si appresta ad uscire l'era del petrolio, possiamo tutti dare un contributo a decidere come sara' la nostra vita senza dover essere avanti o dietro a qualcun'altro se non per l'impegno di affinare i nostri talenti. Il tuo limite e' che vuoi seguire il vetusto esempio delle economie che hanno gia vinto nell'era del petrolio, che vuoi dimostrare a qualcuno che puoi vincere una gara alla quale non partecipera' nessuno. E non capisci che gli altri (fuori dall'euro) si stanno gia' muovendo altrove. E quindi uscimmo a riveder le (5) stelle...

Monday, 30 December 2013

Urca...c'è un topo tra il metodo stamina e Caterina

Che differenza ci sarà tra un topo geneticamente modificato e te? Come mai siamo in grado di curare i topi da laboratorio da quasi tutti i tumori e gli esseri umani quasi da nessuno? Perché quello che funziona su un organismo con oltre il 99% del nostro DNA ed ugualmente dotato di un sistema circolatorio, respiratorio, nervoso, muscolo-scheletrico etc è così drammaticamente inutile su di noi? Le differenze fisiologiche sono troppo piccole per spiegare questo divario e  non riesco a fare a meno di pensare che c'è un'altra cosa che differenzia in maniera troppo palese il topo modificato da te. È il fatto che il malcapitato sorcio non sa di essere geneticamente modificato, del fatto che gli è stato impiantato un tumore e che gli somministreranno qualcosa di tossico per vedere come reagirà alle dosi e se il tumore si fermerà o si ridurrà o se addirittura scomparirà. Il topo non sa che la malattia che gli è stata impiantata è attualmente incurabile e  che in ogni caso morirà o per il tumore o a causa del farmaco o per essere sezionato nell'accedere alla malattia dopo il trattamento. Il meno malcapitato uomo o donna invece sa, eccome! In altre parole è forse la coscienza a fare la grande differenza tra un topo e te laddove la scienza ufficiale non riesce a dare risposte da oltre 50 anni? La coscienza fu eliminata dall'ambito d'azione della scienza quando Cartesio si mise d'accordo col Papa lasciandogli appunto le coscienze per dedicarsi alla materia. La traduzione di tutto ciò in ambito medico scientifico moderno è l'utilizzo inopportuno della sperimentazione sugli animali ed un'altra cosa che in inglese si chiama "randomised, double blind trial". Ovvero la sperimentazione su esseri umani che si preoccupa in maniera specifica ed ossessiva del problema di eliminare il cosiddetto effetto placebo ovvero la nostra capacità di modificare la fisiologia con l'alterazione dello stato di coscienza attraverso la suggestione. Ma, scusatemi, non sarebbe straordinario manipolare lo stato di coscienza anche nell'ambito del trattamento chimico per capire fino a che punto siamo in grado di invertire meccanismi viziosi per la nostra salute? Insomma, quand'e' che faremo qualcosa di veramente innovativo? Io non lo so ma ad intuito questa mi sembra una grossa pecca della scienza moderna che si ostina a trattare con linearità newtoniana qualcosa di così complesso come l'uomo. Come se io e te fossimo ok, non proprio una palla di biliardo, ma magari un biliardo o nella migliore delle ipotesi un organo complesso da aggiustare senza pensare, se non a posteriori, all'unità del nostro essere. La specializzazione, il metodo analitico di suddividere un problema nelle sue componenti individuali e poi trattarle per sommare alla fine il tutto, non può funzionare. Non funziona per trovare la soluzione generale del semplice problema di tre gravi e dunque non può funzionare per niente di più complicato. D'altro canto "analitico" ha la stessa etimo di "anale" e dunque il metodo analitico consiste nel passare figurativamente il tutto per il buco del culo.  Ciò che ne esce è notoriamente poco nobile. D'altra parte a suddividere nelle sue parti individuali qualcosa di vivente, si finisce sempre per ucciderlo no?
Ecco, diciamo che siamo francamente incazzati! Dopo aver perso nonni, padri, madri, zii, amici e parenti, trovarci per l'ennesima volta davanti ad un professorone con 40 anni d'esperienza che si prende 400 euro per dirti che può dare a te o a un tuo caro tante sofferenze con poche possibilità di miglioramento, sarebbe francamente davvero seccante. I medici lavorano spesso bene a livello clinico ma la ricerca, permettetemi di dirlo, fa veramente...posso dire: cagare? Ecco, perdonatemi il francesismo ma la ricerca è ormai nelle mani di investitori privati (case farmaceutiche) che ragionano col cashflow e coi profitti. È talmente costosa da lasciar fuori tutto ciò che non sia brevettabile ed è odiosamente redditizia insieme alle produzioni e somministrazioni di massa di farmaci e trattamenti che per chiunque abbia una malattia minimamente avanzata non servono quasi sempre ad un tubo. Per quanto tempo vogliamo continuare a finanziare un sistema autoreferenziale che arricchisce grandi corporazioni e medici senza mai colpa che ha così consistentemente fallito nel suo intento per gli ultimi 50 anni? Dobbiamo davvero essere noi a cominciare a rifiutare le vostre cure inutili mentre ascoltiamo dibattiti strumentali tra metodo stamina e Caterina? Quand'e' che la comunità scientifica avvierà un dibattito serio su alcuni paradigmi di una scienza dell'evidenza in un universo visibile al 15% fatto di energia e permeato da un campo scalare che determina la massa di particelle subatomiche definite da funzioni di probabilità? Ha dunque veramente sempre così tanto senso un bisturi o un topo modificato? Meditate medici, aprite la mente: il vostro più grande limite è già quello di avere una laurea in medicina...con specializzazione. Parlate con fisici, ingegneri, artisti, politologi ed economisti. Fatevi un viaggio in India, una sauna, un clistere, non so cos'altro...ma svegliatevi da questo facile sonno. È ormai ora!

Monday, 9 December 2013

Non basta cambiare le persone. Bisogna che le persone cambino...

Se si potesse in un attimo rendere evidente a tutti gli italiani la verita' che:
  • pagare anche il 10% del debito pubblico e' impossibile senza ridurre il paese in poverta';
  • abbassare la spesa pubblica e' impossibile senza abbassare il PIL (dunque aumentando rapporto debito/PIL);
  • il sistema sul quale si basa l'economia globale e' al collasso a meno di un collasso demografico che gli vada in soccorso (guerre, grandi epidemie, grandi catastrofi);
  • l'ambiente e' pronto a ribellarsi contro di noi (vedi punto precedente);
  • l'energia del futuro e' l'informazione che sostituisce il petrolio;
  • un barile di petrolio risparmiato vale quanto uno comprato;
  • tra risparmio energetico, conversione ad industrie a consumo energetico medio basso e sfruttamento di solare, eolico, geotermico, maree e' possibile rendere l'Italia energeticamente quasi autosufficiente...
ci accorgeremmo all'improvviso che legge elettorale, struttura delle istituzioni, giustizia, decadenza, conflitto d'interessi eccetera, sono solo pretesti per occuparsi ad infinitum di temi che scaldano gli egoismi ma risolvono ben poco lasciando fuori chi non fa comodo.

Ci sono infinite architetture possibili perche' un palazzo si tenga in piedi e non sara' l'architettura delle istituzioni a renderci meno corruttibili, piu' produttivi, piu' credibili, piu' meritocratici o piu' felici. Importano le persone, non solo nel governo o nelle posizioni di dirigenza ma per la strada e nelle famiglie.

Non basta cambiare le persone ma bisogna che le persone cambino. Indipendentemente dalla generazione a cui appartengono e dai vecchi interessi che a qualunque eta' rappresentano. Anche gli interessi delle nuove generazioni esistono da sempre ed una volta appartenevano ai nostri bisnonni.

Bisogna che le persone cambino e vedano il fatto che non esiste nessuna ricetta valida per il futuro che non provenga da un buon rapporto con il presente. Che non c'e' nessuna ricetta valida che derivi dalla necessita' di preservare il proprio futuro perche' il futuro on esiste se non nella nostra mente e preservare il proprio futuro e' una forma di paura che e' in ultima analisi paura della morte.

Come scrive Ivan Tresoldi, “il futuro non e' piu' quello di una volta” ed oggi dobbiamo imparare a vivere senza riporre nel futuro la speranza di una condizione migliore.

Perche' la pace o la felicita' non sta da nessuna parte nel futuro, dobbiamo scovarla ora dentro di noi. Qualora ci riuscissimo, non perderemmo tempo dietro alla politica o alle carriere e ci dedicheremmo ad amare la nostra donna o il nostro uomo, i nostri figli, la nostra comunita', il nostro lavoro e le meraviglie del nostro pianeta.  

Se tutti facessimo questo non ci sarebbe sopruso, poverta', discoccupazione, solitudine, angoscia, disperazione.  Se tutti facessimo questo, sarebbe tutto troppo noioso per coloro che vedono il cambiamento in battaglie e conquiste che inevitabilmente, con le migliori intenzioni, creeranno perdenti e diseredati pronti a nuove battaglie ed a nuove conquiste.

La nostra felicita' non sta da nessuna parte nel futuro ma e' come quella che si riceve guardando un bel tramonto: ti riempie il cuore ma l'evento non e' di per se "interessante" e per il futuro non assicura niente di cattivo ma neanche di buono.  Eppure e' cosi': se si abbandona la paura del futuro, come davanti ad un tramonto, ce n'e' per tutti...


Friday, 15 November 2013

Un Sindaco nuovo...

Disse il bravo giornalista: “Ed ora la parola al nostro Sindaco”. Lui, un giovanotto rispetto ai precedenti protagonisti della sala consiliare accetta quel dono. Accetta il dono della parola e dell'attenzione dei cittadini non senza imbarazzo. Quasi a volersi scusare per la pazienza di chi ascolta e facendosi carico della responsabilita' di dire qualcosa di valido. Un'ora prima, all'inizio dell'evento di presentazione di un libro, lo stesso giornalista aveva annunciato al suo ingresso: “Entra il Sindaco” e lui con gli occhi bassi sente l'inutilita' di tanta pompa, e' lo stesso imbarazzo che si palpa e che e' talmente sano da far sembrare tutti gli altri dei matti incalliti.

Il Sindaco accoglie l'invito come fosse un neonato e comincia a raccontare quello che ha trovato nel libro. Ci tiene a precisare, quasi scusandosi, che non ha finito ancora di leggerlo. E' un libro sull'amore materno per un figlio. Un amore negato dalle circostanze, una negazione con la quale il protagonista riesce a far pace solo in eta' adulta, con la ragione. Ed il Sindaco racconta di come in quel libro, lui ci abbia trovato qualcosa di diverso dall'amore negato. Lui ci trova, all'opposto, l'amore eterno. Quello che una volta ricevuto non t'abbandona mai e che diventa l'unico strumento che consente al protagonista della storia di diventare uomo davanti alle avversita' del suo percorso.

E poi succede una cosa. Il Sindaco si emoziona, quasi piange perche' toccato dalla storia anche grazie all'interpretazione teatrale di alcune pagine. Addirittura penso che l'autore si sia ispirato alla storia del Sindaco per scrivere il libro. Ma non e' cosi. Scopro che il Sindaco spesso si emoziona, che e' un uomo dall'empatia cosi' prorompente da venire a galla anche di fronte a personaggi fittizi. A dimostrare che niente e mai fittizio quando sgorga dalla creativita' umana. 

Castellammare di Stabia, terra di camorra, corruzione, malaffare, indolenza e inefficienza ha un Sindaco in grado di piangere ed io ho visto in questo una forza straordinaria. E come se il percorso del libro si fosse invertito: dal protagonista che da bambino diventa uomo in grado di razionalizzare il suo dolore, troviamo un Sindaco che sa attingere da cio' che resta in lui del bambino e che riempie di emozione un ragionamento. E se fosse proprio questo cio' di cui abbiamo bisogno? Se non e' mai cambiato abbastanza in questa citta' in mano a piu' duri sindaci capipopolo, non e' possibile che un Sindaco “bambino” sia una risposta migliore?

Sono quasi 20 anni che ritorno ma questa volta qualcosa e' cambiato. Castellammare di Stabia, terra senza speranza, ha un capo che sa piangere. Che non parla solo per emozionare la pancia degli elettori ma per emozionarsi. Perche' per cambiare il mondo, dobbiamo copiare la forza dei bambini. Ed i bambini, si sa, sanno piangere...


Wednesday, 25 September 2013

La morte termodinamica della politica...

Cos'è successo alla politica? Abbiamo una classe dirigente corrotta? Meccanismi inefficaci di selezione dei politici? Sono solo espressione del paese? È colpa della burocrazia?  Una costituzione vecchia?

Dai suoi albori, in democrazia si sono avvicendati "progressisti" e "conservatori". I primi a spingere verso una società più integrata e gli altri a contenere questo istinto da pericolosi eccessi. Mi sembrano atteggiamenti ambedue tenibili...ma si sa che i progressisti di oggi sono i conservatori di domani, i guardiani di quel che è stato ottenuto contro chi vuglia andare addirittura oltre.

Questo ruolo di bilanciamento reciproco è salutare ma a sentire Obama parlare di guerre ed il futuro leader del PD di un partito "cool", ci sembra che si sia davvero appiattito tutto. Ci sembra che PD e PDL (ora Forza Italia) siano due attori che prendono a turno il ruolo di protagonista e di spalla nella tragedia, spesso comica dell'ormai simbolico dibattito pubblico italiano.  Ad ascoltare invece Papa Francesco, si sente parlare dei mali del denaro, dell'apertura a un gay che cerca Dio, della necessità di rendere ai paesi sottosviluppati l'uso delle loro risorse per sollevarsi dalla loro povertà. No, non dico che sia un leader progressista, non potrebbe rientrare nel cerchio ormai puntiforme della politica.

È solo che la politica è diventata insufficiente ad alimentare l'evoluzione umana. A furia di girare la manovella, la differenza di potenziale tra destra e sinistra si è azzerata e questo può essere un bene se sappiamo riconoscerlo. Se sappiamo abbracciare la verità che il prossimo passo per l'umanità ha i connotati del risveglio spirituale piuttosto che la battaglia per un insieme di valori. Ed ogni religione può esserne veicolo inclusa la scienza e l'ateismo (ambedue strutture altamente dogmatiche) ma attraverso la loro demistificazione e la possibilità di dimenticare tutto ciò che abbiamo imparato.  Perché cio' che abbiamo imparato fin qui', ha fatto il suo corso.

Non è nichilismo, non è un invito ad una societa' subculturale. È pienezza della vita e conoscenza, è amore di te stesso per poter amare il prossimo nell'unica maniera che abbia un senso. Senza la sovrastruttura del profitto e la logica dell'interesse. Senza l'ethos della competizione che non sia quella con se stessi a migliorarci nella nostra unicità.

E la politica? La politica non servirebbe più, basterebbe l'amministrazione. L'implementazione di ciò che il popolo desidera.  Non gli abili oratori in grado di spiegare alla gente che cosa stanno cercando di fare. Ma abili esecutori di quel poco di cui, di volta in volta, la gente ha bisogno per se è per il futuro dei nostri figli.

Monday, 10 June 2013

Asciugare la biancheria a secchiate d'acqua - Lettera aperta ai conduttori di talk-show politici

Gentili giornalisti/conduttori di talk-show politici,

La domanda nasce spontanea: cosa aspettate a raccontare durante i vostri seguitissimi programmi quale sia il vero problema? Smetterete di far finta che sia troppo complicato da spiegare o di aver paura che la gente s’impressioni a sentirlo?

L’unico valido tentativo di dirla questa verita’ va riconosciuto a Gianluigi Paragone che in l’ultimaparola (sempre relegata alle ore piccole) ha cercato di spiegarlo ma forse con risonanza purtroppo limitata a chi l’ha gia’ capito.

Gli altri li ho sentiti pronunciare a piu’ tornate il seguente proposito: “questo punto e’ importante, vorrei dedicare una intera puntata a questo”...ma la puntata non si e’ mai vista e con l’effetto di deviare ogni volta chi magari cercava di parlarne.

Il punto della situazione economica italiana, europea e globale e’ semplice: tutto il sistema economico si e’ tramutato in un parodosso o truffa conclamata dal momento in cui la produzione annua di petrolio e’ scesa al di sotto del consumo annuo. Sia per diminuzione delle risorse che per aumento globale dei consumi.

La conseguenza e’ che il sistema economico espansivo che si alimenta di debito ha smesso di funzionare. I passi da spiegare sono semplici:

1. Se una banca centrale e’ l’unica ad emettere moneta sotto forma di debito degli stati, ne consegue che tutto il danaro e’ debito e che senza debito non ci sarebbe danaro in circolazione. Dunque non c’e’ alcuna possibilita’ tecnica che i debiti si saldino se vogliamo continuare ad avere un sistema monetario disegnato cosi’.

2. La situazione e’ peggiore di quanto descritto al punto 1. in quanto questi debiti sono gravati da interesse che e’ una quantita’ di danaro mai immessa nel sistema economico reale e dunque impossibili da pagare.

3. La situazione e’ peggiore di quanto descritto in 1. e 2. in quanto persino le banche private inventano danaro che non e’ mai stato partorito attraverso il concetto di leverage. Per fare i numeri facili, una banca che ha 10 puo’ prestare 100 e dunque per ogni 100 euro di mutuo la banca in realta’ ne ha messi solo 10 e gli altri 90 li ha scritti al computer (letteralmente). Tu pero’ devi pagarli davvero guadagnandoteli con il lavoro (a meno che sei uno speculatore finanziario).

La conseguenza e’ che, per esempio, affinche’ l’Italia paghi tutti i suoi debiti, qualcuno da qualche parte deve indebitarsi di una quantita’ di danaro enormemente superiore perche’ il sistema si tenga in piedi.

Il giochetto dei punti di cui sopra era in passato sostenuto dall’espansione continua dell’economia che viene pertanto un po' invocata come unico sistema per salvare capra e cavoli. Ma e' come asciugare la biancheria a secchiate d'acqua: la crescita veniva da una scommessa ragionevole futura che la vera valuta del sistema, continuasse a sua volta a crescere. E qual’e’ questa valuta? Il greggio e’ il sangue nero di questa bestia un po’ moribonda che cerchiamo di salvare (in vano, ovviamente, con quello che non c'e').

Non e’ la fine del mondo, e’ solo la fine dell’era del petrolio e non possiamo perdere tempo dietro a chi l’ha cavalcata e vuole assicurarsi di poter fare ancora la parte del leone quando finalmente c’inventeremo qualcosa di diverso. Le soluzioni ci sono ma prima ancora, occorre intraprendere la strada della verita’ e voi giornalisti avete il dovere di raccontarla. Sarebbe un bel toccasana per farci smettere con le inutili beghe di leadership, leggine, bunga-bunga e scontrini.

La verita’ e’ quella che dovete raccontare e spero che con la pausa estiva, vi ritorni la voglia di farlo.

Cordialmente,

Giuseppe Conte

Saturday, 25 May 2013

Viral peace...

Man: “woman, I apologise that you have to see this violent death”

Woman: “I know”

Man: “so, what do you want?”

Woman: “I only want to comfort your victim but also, I wanted to tell you that I love your humanity which doesn’t fade even in the shade of your barbaric and horrendous act”

This imaginary dialogue between a murderer and a passer-by in the streets of London could also be thought of as a dialogue between a Serbian soldier and a Bosnian woman. Or between an allied soldier and an Iraqi woman after an air raid that has obliterated her village.

The Woolwich murderers say they have acted in name of their God, the God of Islam and anyone who lives in the UK knows that their acts have nothing to do with the Muslim community, culture or religion. They are nothing less than a community of hard working, peaceful people who make up a fundamental part of the British social fabric.

The events in Woolwich have been defined a game changer. No longer organised action from terrorist cells co-ordinated, albeit loosely, from a central architecture. But rather spontaneous action based on a message that is partly religious and partly political. From people who were born among us, as British as it gets. This is the viral version of terror that spreads through the social networks that once again have provided fastest information with fairly reasonable accuracy regarding the bloody events of last Wednesday.

It is difficult to see a way out from within. Like is difficult for a fish to understand water. And yet, every now and then, a tiny bubble rises, perhaps from the carcass of decomposing stuff on the sea bed. And it leaves us perplexed while the experience of what envelopes us, changes.

It’s true. The visibility of what happens on the planet grows and unfortunately there are those who decide to use it to take the barbaric route. So, should we try to limit the free circulation of information on the net? It would be a missed opportunity. Because the growth of our aware consciousness is the seed of the only counter-terrorism that can dissolve what we recently saw in Woolwich.

That is the counter-terrorism demonstrated by few women on the crime scene. With no fear to comfort a young man violently brutalised, looking straight into his eyes while he fades away and grasping the last glimpses of his human greatness. With no fear to speak with one of the murderers, giving him attention, finding another human being who, behind the intoxication of a sick ego, still holds the same vital substance of his victim.

The third woman is the one who took the first shot. I like to think that she tried not to kill while taking resolute action in the face of a dangerous circumstance. I like to think so because in the name of parity we have spent half a century pushing women to become the same as men. Parity is right but it should be us men who’d need to approach the ways of the other sex.

There is only one cure: love and kindness towards human life which can’t be touched in the name of a personal God. May we call him Allah or oil, Brahman or money, Jehovah or science or even “protection of our way of life”. Everyone can take this decision within oneself when things are easy as well as in the face of adversity. World peace will not be achieved through the actions and resolve of a part (a self proclaimed “good”) against another (the presumed “evil”). World peace will be an emerging property of the planet, an evolutionary leap of our consciousness. It will be a viral peace. Ghandi said it “be the change you want to see in the world”. RIP Drummer Lee Rigby.