Friday, 18 April 2014

Lettera aperta a Debora Serracchiani

Cara Debora,

Scusa se ti do del tu ma ad occhio siamo della stessa generazione e poi fa molto new political class. Ti scrivo perche' sei de facto il numero 2 del PD e perche' sei una donna, ancora una volta seconda ad un uomo ma magari e' solo questione di tempo. Sei una donna che e' la dov'e' non come fenomeno del nuovo "paracadutismo politico rosa" ma perche' ti sei presa i voti con le tue qualita' di trasparenza, concretezza e leadership. Personalmente non capisco perche' le donne debbano farsi tratttare cosi' paternalisticamente dagli uomini ed accettare di essere scelte per discriminazione positiva, ma ci ritorniamo piu' avanti.

Dicevo che ti scrivo fondamentalmente perche' ero un tuo fan anche quando avevo smesso di essere un fan di Matteo Renzi. Per lui, mi era bastato vederlo alla Leopolda con a fianco Davide Serra (fondo Algebris) ai tempi delle primarie contro Bersani per capire dove il nostro Primo Ministro volesse andare a parare una volta autoparacadutatosi a palazzo Chigi. Pero' adesso non capisco come tu, da donna e donna di sinistra possa accettare le seguenti quattro cose:
  1. Che, come se non bastasse la confermata logica delle nomine, si supporti una legge elettorale antidemocratica ed incostituzionale in nome della governabilita'. Si possono fare leggi che l'assicurino, senza dare il 52% potenzialmente al 20% di voti.  Per esempio? Assenza di coalizioni al primo turno, secondo turno tra i primi due cosi' che qualcuno il 51% deve prenderlo davvero.
  2. Che si possa concepire questa diluizione del Senato che diventa un organo che ritiene ancora troppa importanza per non essere eletto. Il Senato va abolito tout court.
  3. Che la possibilita' di questa svolta antidemocratica sia gravemente barattata in cambio di una pena clemente per Silvio Berlusconi. Scusa, ma stento a credere che costinci stia dando tutto questo appoggio a Renzi e perdendo tutti questi voti per il bene dell'Italia.
  4. Che anche una donna come te sia attaccata a questo concetto di competitivita' come valore e che sia accettabile questo gioco al ribasso dell'economia globale architettato dalla finanza e dalla comunita' corporativa internazionale. Un gioco che ha causato le crisi dal 2008 in poi.
I primi 3 punti sono di chiarezza cartesiana e non mi soffermo oltre ma su quest'ultimo punto voglio espandere il mio messaggio.

La competitivita' non e' un valore ma piuttosto uno dei possibili meccanismi di interazione tra organismi. In particolare e' un meccanismo che entra in gioco in situazioni di emergenza laddove sia necessario stabilire gerarchie e/o eliminare elementi inefficienti. Un altro meccanismo di emergenza e' la fuga (vedi emigrazione di talenti). Si tratta di un meccanismo ancestrale noto come risposta “fight or flight” molto studiata in neurologia e psicologia. Ci sono fortunatamente altri meccanismi di interazione come la co-operazione, l'adattamento, la solidarieta', lo scambio, l'auto-attualizzazione (libera traduzione di self-actualisation, un termine arcano per l'italiano) che sono quelli tipici di condizioni normali di una comunita' fuori da condizioni di emergenza e che lasciano spazio all'espressione dell'individuo ed all'affermazione delle caratteristiche di una comunita'.

Dunque non voglio dire che la competitivita' (come la fuga) non abbiano un loro luogo ma che questa necessita' di farne imprescindibile regola quotidiana, equivale all'accettazione che l'essere umano debba vivere tutta la sua vita come un emergenza. In altri termini, la competitivita' e' la forma moderna di guerra dove l'eliminazione delle inefficienze (ovvero i morti) non si fa coi carrarmati ma lasciando per esempio che esseri umani, anche bambini, siano sfruttati per la produzione ininterrotta ed in nome della varieta' (e non liberta') di scelta (peraltro solo nostra) con effetti indicibili sulla salute e le aspettative di vita. Che le loro risorse gli siano sottratte fino ad affamarli ed assetarli, come abbiamo fatto col petrolio di Sud america, Africa e Medio Oriente (a parte che quest'ultimi li abbiamo anche bombardati attivamente dilaniando i corpicini indifesi di bambini di pochi mesi). Per esempio lasciando che imprenditori e persone vessate dalla propria condizione economica si ammazzino per disperazione e senso di vergogna.

Questa corsa che state facendo e' l'ennesimo assist ad un sistema che stava per perdere controllo sul pianeta da Lehman Brothers in poi e che la politica ha deciso di salvare e rafforzare, di affermare come regola valida per la vita del pianeta.  L'unica spiegazione e' che non c'e' alcuna soluzione di continuita' tra quei poteri e la politica.

Cara Debora, guarda che il mondo anglossassone sta andando oltre. Fanno delle cose che io osservo da tempo ma che in Italia avremmo veramente difficolta' a capire e che si muovono sui binari della realizzazione del talento umano prima di tutto. Ora non so se saranno fermati da qualche forza conservatrice come la vostra ma mentre noi cerchiamo gli investimenti esteri per il ritorno dei fabbriconi, si stima che meta' della forza lavoro americana entro dieci anni sara' composta da “independent agents” ovvero da singoli individui con la loro attivita' impegnati nella realizzazione di cio' che li appassiona...e pensare che col popolo delle partite iva noi c'eravamo quasi gia'. Le grandi compagnie americane hanno difficolta' a trattenere i dipendenti che non ci stanno a lavorare per uno stipendio perche' vogliono lavorare per uno scopo (se non hai ancora un libro per quest'estate, ti consiglio “Drive” di Daniel Pink).

E perche' non lo dite agli italiani che tutta questa paura di dover comprare energia ad alto prezzo e' un po' una bufala e che comunque dobbiamo aggiustarci? Segnalo da fonti autorevoli che la richiesta energetica italiana e' in netto calo e potremmo tranquillamente chiudere un paio di centrali termoelettriche e nessuno se ne accorgerebbe (tranne l'ENEL che voi difendete per le logiche di cui sopra).  E che ne potremmo chiudere ancora di piu' se decidessimo di investire nell'edilizia della conversione energetica invece che fare ancora gli “scemi diguerra” con l'acquisto degli F35.

In realta' L'Itala e l'Europa hanno una grande opportunita' che e' quella di evitarla questa valle di lacrime che tanto gli anni 90 e 2000 gia' lo sono stati per noi grazie a Berlusconi.  L'opportunita' e' quella di fare un salto quantico guardando ad un modello diverso di vita che nel giro di 10 anni sara' gia' quello di riferimento di una parte del mondo che ci affanniamo ad inseguire. Ed inseguire per definizione risulta nella condanna di restare indietro. Lo facciamo oggi in Italia cercando di essere Tony Blair 20 anni dopo. Il mondo ha bisogno che l'Europa smetta di inseguire e si metta alla pari con la realta' angloamericana e questo, credimi, non si raggiunge con questo gioco al ribasso della governabilita' e competitivita' a tutti i costi.

Cara Debora, io potrei andare avanti e cercare ragionevolmente di spiegarti che il lavoro non e' la ricetta ma la pietanza delle politiche economiche. Ma sei troppo intelligente e preparata per non saperlo gia'.   Che l'economia e' per definizione l'uso parsimonioso delle risorse, non l'ipercrescita globale. Lo sai gia', ce l'hai dentro quel cromosoma X in piu' che ti rende donna. Lo sai intuitivamente piu' di un uomo questo fatto che la compassione e l'empatia tra esseri umani ha un posto almeno tanto importante quanto la competitivita' e la fuga nella cornucopia di possibilita' che abbiamo di confrontarci gli uni con gli altri.  Donne, aiutateci.

Cara Debora, che le donne abbiano le stesse opportunuta' degli uomini e' che siano anche il 50% della classe dirigente, non e' solo giusto ma necessario prima che la mentalita' maschile finisca di schiacciare questo pianeta. Ma dovete restare donne. Perche' se questa parita' significa che le donne devono pensare come gli uomini per raggiungerla, mi dispiace ma avete completamente perso la bussola e non fate ne' un servizio alla vostra femminilita' e neppure alla vostra comunita'.  Fallite de facto nella vostra missione di essere donne su questo pianeta.

Mi infastidisce vedere Colaninno o Renzi che ignorano con finta sordita' l'importanza di questi argomenti in nome del mantra “l'Italia ha indubbiamente bisogno di queste riforme ed andiamo avanti”. Mi lascia indifferente sentirlo dalla Boschi ma provo un dolore quasi fisico a sentirlo dire da te.   Perche' io vedo in te questo reale essere donna senza bisogno di quote rosa, completamente schiacciato dall'alpha-male Matteo Renzi. E' un occasione persa per le donne e per l'Italia.

Cosa posso dirti piu', cara Debora. Dopo averci perso piu' di un ora dalle 6 del mattino, so che questa lettera manco la leggerai. La leggera' qualcun'altro per essere piu' o meno d'accordo con le mie forti ma spero pacate considerazioni. Ma una cosa e' certa: di fronte a questo e dopo avervi votati per gli ultimi 15 anni, ora non posso che votare per il Movimento 5 Stelle alle prossime Europee e verosimilmente alle prossime politiche. Lo faccio convintamente e conscio dei difetti e difficolta' del loro progetto.  Ma in fondo persino il fatto che esistiate come rinnovata classe dirigente del PD, e' solo grazie a loro. Dico di piu', che seppure avverso ad avere tessere di partito, mi vedo incoraggiato ad iscrivermi al movimento per l'opportunita' di partecipare, seppure tra le mille ambiguita' che cio' ancora pone, ad un dialogo tra cittadini in cerca di una vita felice. Voi ormai cercate la vita competitiva, cercate la guerra. Peccato, soprattutto che sia per mano di cosi' tante donne fatte strumento di Matteo Renzi, da Matteo Renzi.

Auguri, anche per Pasqua,

Giuseppe

Wednesday, 16 April 2014

La democrazia italiana barattata per 4 ore di partita a briscola e niente piu'

Ok, direi che siamo alla rivelazione...d'altra parte si avvicina Pasqua che con la Ressurrezione di Cristo asserisce il mistero della fede. Ma si sa che non stiamo parlando di personaggi di tale grandezza ed il mistero di cui sto parlando si sgama come le marachelle dei bambini. Se poi i genitori preferiscono, possono fingere di non vedere, fare spallucce e dire “che ci vuoi fare, so creature”.

I bambini sono i due pifferai magici d'Italia: Silvio Berlusconi il non avente diritto di voto e Matteo Renzi il mai votato. Ah, per inciso aggiungo che con queste credenziali, stanno scrivendo proprio la legge con la quale si andra' a votare e magari voterete loro.

Ebbene era rimasto solo un mistero in questa storia ovvero la storia dell'ascesa pilotata di Renzi a palazzo Chigi con tanto di complimenti e supporto forzista.

Per ricapitolare, di fronte all'avanzata di consensi del M5S che continuava inesorabile ad esporre come piaghe al sole le maialate del governo Letta e compagni, si era giunti ad una vera e propria crisi con l'episodio della tagliola.

Parlamentari ed elettori M5S che vengono accusati di essere potenziali stupratori in diretta TV dal presidente della Camera che per la prima volta nella storia della Repubblica applica il metodo della tagliola per mettere 7.5 miliardi in mano alle banche insieme all'eliminazione di una rata IMU. Qulla IMU che ha consentito al fu PDL di prendere quasi gli stessi voti del PD.

Elezioni europee alle porte, si rischia grosso, una vittoria M5S sarebbe un disastro per il piano di controllo centralizzato dell'Italia, definitiva cessione di sovranita' ed avanzata finale del mondo che ha creato le crisi dal 2008 in poi sulle nostre coste.

Dunque col pifferaio magico senior cosi' acciaccato, serviva il pifferaio magico junior Matteo Renzi che in barba ai suoi principi non negoziabili, si fa investire senza voto (ne' in senso elettorale e neppure nel senso di promessa votiva). Parte il marketing stunt basato sui punti di forza di M5S e tutto e' possibile perche' Renzi ha due maggioranze di cui quella critica e' quella delle riforme con Silvio Berluscono ed FI.

Ma perche' un tale assist? Perche' in vista delle elezioni europee, Silvio Berlusconi che poteva farsi martire di una condanna e tirar fuori una delle sue geniali carrambate er far salire FI, decide piuttosto di abbassare le penne e concedere? Ma vi pare uno da fare una cosa del genere che so, per il bene degli italiani? Suvvia.

Tutto viene sgamato ieri dal presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano, Pasquale Nobile De Santis. Nobile De Santis??? Ma non e' che stiamo parlando della Resurrezione veramente?

E' cosi', l'ascesa di Renzi e' stata consentita da una promessa: 4 ore di partita a briscola una volta a settimana per 9 mesi in un centro per anziani in cambio di appoggio sulle riforme. Questa e' la pena esemplare comminata per baratto politico ad un frodatore fiscale super prescritto per evasioni di centinaia e centinaia di milioni di euro. E se tu rubi un pollo, in galera ci vai per davvero. E se tu non riesci a pagarle le tasse perche' hai evaso 10000 euro, ci pensa equitalia a farti impiccare.

A Napoli si dice "s'hanna 'mpara a piccirille"...devono imparare quando sono piccoli. Se per gli italiani questa non e' l'ultima vergogna, allora questo baratto della nostra democrazia ce lo merititamo tutto. Se da genitori di questi due bischeracci siamo pronti a fare spallucce, cosi sia ma poi non vi lamentate. 

Monday, 14 April 2014

Sabina Guzzanti contro un'altro “scemo di guerra”...

Non me ne voglia troppo il filosofo Massimo Cacciari, uso l'espressione “scemo di guerra” in maniera figurativa per cercare di descrivere una certo allarmismo di chi pensa che questa “emergenza” sia veramente come cercano di descrivercela. E' una certa ottusita' buia in chi cerca di vedere troppo di utile agli italiani nella inesorabile marcia di Matteo Renzi verso il depauperamento difficilmente rimediabile della gia' martoriata democrazia italiana.

Questa ottusita' appare ogni qual volta un commentatore, personalita', politico o chiunque di orientamento altro rispetto al pensiero unico renzusconiano, porti all'attenzione le pecche fondamentali di tale paradigma e che e' forza spingente di queste riforme. Forza spingente per l'ascesa del nuovo PD (Partito di Destra?).

Questa ottusita' dello “scemo di guerra” l'avevo vista nell'ex Ministro della Difesa Mario Mauro a dialogo con Gino Strada sulle questioni relative agli investimenti militari, li' proprio la guerra era un argomento.

Questa ottusita' e' apparsa quando Sabina Guzzanti, ospite con Cacciari alla trasmissione 8 e ½ condotta da Lilli Gruber, ha declinato in maniera veramente puntuale dove risieda la perdita enorme di democrazia in queste riforme e come questo disegno sia strumentale alle esigenze di controllo della forma di capitalismo ormai ampiamente speculativo che ha rischiato di perdere il suo polso sul pianeta con le crisi dal 2008 in poi.  Un capitalism salvato provvidenzialmente dalla politica e nel quale (vizio o virtu?) siamo male inquadrati dall'inizio della globalizazzione.

A tale analisi della Guzzanti, il filosofo e' esploso in una logorrea di urlati “non e' cosi', bisognerebbe fare una discussione, non si possono dire queste cose agli italiani, ma allora pensate che dobbiamo inventarci un altro sistema di vita????”. Un pazzo scatenato con in testa elmetto, tuta mimetica ed in braccio un fucile per difendere cosa? Questo: la nostra possibilita' di prenderci un pezzo del gioco al massacro che questa forma di capitalismo globale sregolato e speculativo ha gia' inferto nella carne umana. Quel sistema di vita che ha portato grandi progressi, indubbiamente, ma che venivano prodotti ugualmente in parallelo anche da sistemi decisamente fallimentari...la Russia comunista ha messo un uomo nello spazio prima dell'America per citarne una.

Poi cade il muro di Berlino, La Russia comunista finisce, tutto molto positivo per la democrazia e noi? Noi che facciamo: spingiamo il capitalismo sulla strada della finanza fino al punto che l'economia scommessa e' 9 volte quella reale, un assetto economico inaccessibile a piu' di meta' del pianeta. Fino al punto che 85 persone al mondo detengono la stessa ricchezza dei 3.5 miliardi di persone piu' povere del mondo.

E dunque Cacciari, mi dica lei, non le interessa un altro sistema di vita? La guerra e' finita, andiamo in pace a procurarci quello che ci serve per una vita dignitosa e felice.

Sunday, 13 April 2014

Il popolo europeo di cui mi sento parte...


Il popolo europeo di cui mi sento parte, vuole alzarsi la mattina per preparare la colazione ai figli, portarli a scuola, andare a produrre i frutti del proprio talento naturale in una situazione lavorativa dove la spinta al risultato e' superare se stessi nelle proprie capacita, non il prossimo competitor. Dove il lavoro e' contribuire a proprio modo alla crescita ed al progresso delle potenzalita' umane che portino sempre piu' benessere e qualita' di relazioni. Il popolo europeo vuole tornare a casa in tempo per educare un po' i suoi figli ogni giorno, cenare con loro col sorriso appagato di chi contribuisce con cio' che ha veramente dentro.

Quelli che hanno avuto il vero successo all'interno della grandi corporazioni e nelle banche, li abbiamo visti tutti. Preferiscono andare al bar con te per un drink dopo lavoro che tornare dai figli. I sacrifici di tante ore di lavoro e viaggio lontano dagli affetti, non sono sacrifici per chi veramente arriva nel rampante mondo della finanza o della grande corporazione. Loro sono in guerra per vincere una competizione ed e' per loro la cosa piu' importante. Amano vincere questa Guerra immaginaria piu' di ogni cosa, portare a casa stipendi a 5 o 6 cifre per dimostrarsi superiori agli amici delle superiori e dell'universita' che non ci sono arrivati.  A fratelli, sorelle, cugini che hanno fatto di meno. Si illudono cosi' di provvedere in maniera piu' alta ai bisogni di famiglie e figli, addirittura oltre la propria attraverso l'importanza del loro lavoro.  E' la scusa perfetta che usano per alimentare la dipendenza tossica dal nemico che tiene in vita il loro ego. Ma sono in pochi: e' la classe dirigente degli scemi di guerra, forse possiamo salvare anche loro.  Se esiste davvero un popolo europeo, non possiamo ancora concedergli la scena...la guerra e' finita, andiamo in pace a concederci una vita dignitosa e felice, tutti.

Thursday, 10 April 2014

Il popolo europeo contro lo "scemo di guerra"


Ma parliamo allora di popolo europeo, visto che a quanto pare ne sia davvero necessario uno. Il popolo europeo ha nella carne questo tratto specifico di non essersi si e' mai aggregato in un unico blocco culturale. Non ne ha avuto modo. Ma e' per questo che L'Europa e' quel posto del pianeta dove per oltre 2000 anni dagli albori del pensiero umano, attraverso arte, filosofia e scienza, e' nato questo modello di stato sociale che chiamiamo Democrazia. La prima forma risale al terzo millennio A.C., si passa per Roma fino ad arrivare al primo esempio di Repubblica Democratica moderna con la Rivoluzione Francese nel 1799.

La democrazia americana invece e' quella di John Locke, un inglese, e non fu disegnata dalla complessita' emergente che parti' dalla Mesopotamia. La Democrazia americana e' un artefatto del pensiero dominante (comunque europeo) quando lo scopo era quello di basare una societa' sul diritto di proprieta' ancor prima di “ricerca della felicita'” come se il diritto non fosse la felicita' stessa ma la sua ricerca: competizione sopra diritto, sempre.  Ma dobbiamo proprio importarla questa cultura democratica ora che il suo l'ha gia' fatto anche negli USA che sono pronti a cambiare?

Allora, se questo e' il risultao, il popolo europeo non ha bisogno di farsi tanti discorsi su questa storia. Il cittadino europeo vede il progetto europeo della Finanza Corporativa che arriva dalla globalizzazione e da chi si e' dimenticato di vivere dedicandosi al potere e dice: “e' uno scemo di guerra”! Uno scemo di guerra che si aggira per la nostra Europa. Richiede che i governi troppo democratici scaturiti dalle esperienze di dittatura pre conflitti mondiali diventino piu' controllabili dai blocchi di potere e meno dal popolo. Richiedono che le nazioni europee cedano sovranita' popolare ad organismi centrali in mano a grandi poteri tradotti in interessi finanziari/corporativi che siano in grado di controllare l'equilibrio geopolitico del pianeta anche a costo della liberta' e benessere degli stessi individui che ne formano la comunita'.

Ecco, questo e' chiaro, se esistiamo come popolo europeo, ci opporremo a questa immagine della realta', solo nella mente dello scemo di guerra endemico. Una realta' la cui unica solidita' si perpetra proprio per la vastita' dell'ottuso buio mentale che i cultori della paura anno bisogno di alimentare ad ogni costo. E noi non lo vogliamo, evviva l'Europa dei popoli.

Tuesday, 8 April 2014

Ma dove vanno gli americani?

La grande novita' e' che gli Stati Uniti sono arrivati ad un importante cambio militare. Questo e' fondamentale visto che la realta' attuale sembra esssere dominata dalla mano invisibile non dell'economia ma dello “scemo di guerra” endemico.

Gli USA restano forza incontrastabile ma non sono piu' cosi' disposti a prendersi parti cosi' grosse di responsabilita' (come quella di andare contro risoluzioni ONU a ripetizione) senza condivisione in maniera piu' partecipativa anche da un partner Europeo di dimensioni strategiche omogenee. Sanno bene che c'e' in contrapposizione il vecchio blocco Russo con possibili alleati ma vogliono gestirlo diplomaticamente, senza pestarsi troppo i piedi. Gli Stati Uniti si stanno preparando (insieme al Regno Unito) ad una nuova fase socio-economica ed hanno bisogno di lasciare un back-up (noi) su quella vecchia perche' non vada in crisi.

Analizziamo ancora questo cosa abbia a che fare con la crisi di benessere (voglio smettere di chiamarla economica) di regioni cosi' estese dell'Europa. In una parola, la globalizzazione come corsa al ribasso, ovvero il risultato socio-economico dell'impostazione di una nazione (gli USA) di oltre 300 milioni di abitanti che nello spazio di 200 anni ha scoperto di poter controllare il pianeta. A fargli da benzina sul fuoco in fase finale, grandi blocchi di consumatori globali da Cina ed India che seppure provenienti da millenarie culture, tanto antiche quanto quelle europee, sono rimaste sotto le macerie. Per l'india, con meccanismi di colonizzazione prima e poverta' poi e l'attaccamento tout-court al sogno angloamericano di chi vuole emergere. Per la Cina, il tappo comunista ha lasciato la popolazione a macerarsi fino al momento giusto...ora.

Conclusione, loro andranno avanti, la loro organizzazione sociale nell'era dell'ipercomunicazione sta prendendo delle direzioni e sviluppando delle opportunita' che noi siamo veramente troppo disoccupati ed in crisi di democrazia per capire. Noi faremo il back-up, seguire, fare quello che hanno fatto loro negli ultimi 50, e poi forze, ci rivediamo...a meno che esista veramente un popolo europeo pronto ad inventarsi la sua storia...

Monday, 7 April 2014

Il progetto europeo e' uno "scemo di guerra"

OK, ce l'hanno detto ormai in tutte le salse. Perche' abbiamo bisogno di restare attaccati a quest'Europa, incluso Euro. Cercando di cambiarlo ma restandoci ad ogni costo, anche se dovesse rimanere ancora cosi'. Perche'? La spiegazione e' chiara, non potete far finta di non capire, e pure un bel po' ragionevole.  La spiegazione la senti bene dall'ex Ministro della Difesa sotto il governo Letta Mario Mauro, Italia Unica (ma lui, raro). Uso la sua.

Il ministro Mauro, che fa perfetta eco alle tesi dominanti di governo e partiti satelliti, ci spiega che non possiamo esssere rilevanti come blocco europeo senza essere uniti dal punto di vista economico e monetario. E' solo cosi' che possiamo avere il peso strategico complessivo per contribuire in maniera piu' decisiva al mantenimento degli equilibri geopolitici del pianeta e manterere la pace in Europa e nel mondo. Non possiamo dimenticare che se l'Europa vive un cosi' lungo periodo di pace (vabbe', dimentichiamoci ex Yugoslavia e gli anni 80 prima del muro di Berlino) e' grazie agli equilibri del patto NATO scaturito dalla fine del secondo conflitto mondiale. Fanno 70 anni l'anno prossimo dal giorno in cui abbiamo cominciato a dire “Grazie USA” e per farlo non abbiamo solo detto cose. Una volta che le risorse facili di Africa e Sud America sono state messe a disposizione dell'occidente e la sua crescita, tutta Europa ha mandato uomini e mezzi a combattere in Kwait, Iraq ed Afganistan per perseguire l'ideale di crescita e progresso inflazionari degli USA. E ricordiamo col ministro Mauro che non ci siamo andati per niente ma per vendicare la tragedia dell'11 Settembre. Una tragedia che ancora ad oggi non ha una chiara spiegazione da parte del governo Americano quanto alle dubbissime dinamiche. Una tragedia umana quella dei bimbi bombardati laddove non si sono trovate armi di distruzione di massa da distruggere ma le vecchie paure ed un industria bellica da soddisfare.

Allora pero' viene da dire: ma cosa c'entra questo ragionamento da grandi strateghi (???) con un ragazzo laureato che guadagna 5 euro all'ora in un call centre e che deve decidere se restare in Italia? C'entra perche' il ragionamento di cui sopra ha alimentato un modello economico di globalizzazione al ribasso.  E ci sarebbero tanti modi di globalizzarci senza dover fare di un altro carne da macello.

Il cittadino europeo vede l'ex Ministro Mauro portare le sue tesi con convinzione, con questa luce fervente ed appasionata negli occhi e pensa: “E' uno scemo di guerra!”